giovedì 14 novembre 2019

Salsa nera

La cucina della strega

Per la rubrica La_strega_del_focolare_in_cucina vi propongo una ricettina semplice semplice che si usava nel medioevo per accompagnare la carne alla griglia.
Ma...ovviamente...io vi aiuterò a rendere questa salsa un po' speciale soprattutto se siete costretti a dover cenare con persone a voi poco gradite.
Quante volte ci è capitato di dover conviviare per forza con persone a noi poco gradite? E quante volte ci siamo sentiti "appesantiti" da quel pasto e da quella perdona che proprio non riusciamo a digerire?
A me, vi assicuro, è successo più di una volta e ho sempre pensato al modo di fuggire da quel pasto indigesto; a volte si può fuggire altre volte purtroppo no. Allora che fare? Creare una salsa che ci protegga e ci schermi da quegli occhi che sentiamo troppo addosso per mille motivi.
Questa salsa potrà essere usata sia solo da noi per proteggerci che anche dagli altri per schermare qualsiasi malelingua varia ed eventuale.
Di base ha due ingredienti molto importanti per l'occorrenza: *l'aceto e *il pepe nero.
L'aceto va a distruggere gli influssi negativi che ci vengono spediti e il pepe nero esorcizza l'ambiente e quindi rimanda indietro il tutto; insieme faranno in modo di non fare più incontrare a tavola noi e quella persona indigesta.
Essa può essere preparata con qualche giorno di anticipo e può essere messa in un barattolo di vetro grande se verrà usata da tutti e in uno piccolo se dovremo portarla in borsa con noi e usarla solo noi.
Allora...pronti per andare davanti ai fornelli? Andiamo!
INGREDIENTI: una fetta di pane casareccio anche vecchia di qualche giorno perché in casa di una strega non si butta via mai nulla, 2 cucchiaini di aceto-meglio se di mele- diluito in acqua, 1/4 di cucchiaio di pepe nero macinato, 1/4 di zenzero macinato (lo zenzero dà quel tono fresco e piccante alla salsa ma se non vi piace potete sostituirlo con un pizzichino di aglio in polvere...poco mi raccomando...va beh che è scaccia diavolo ma rischieremmo di non poterci avvicinare a nessuno noi...altro che 🙊), un bastoncino di incenso del profumo che più ci piace.
PROCEDIMENTO: come prima cosa accendiamo l'incenso e raccogliamo tutti insieme i nostri ingredienti e benediciamo lo imponendo le mani. Io mi rivolgerò alla Dea del grano e dell'agricoltura: Demetra.
O Demetra, benedici questi alimenti 
che sulla mia tavola son presenti.
Porgi su di me la tua attenzione
e crea negli occhi malevoli distrazione
così che io e chi ne mangia sia invisibile
e il suo attacco sia fragile.
Con questa salsa nera tutto il male vado a pulire e allontanare
e con (nome della persona sgradita) mai più andrò a pasteggiare.
Come in alto così in basso
Come dentro così fuori
Ciò che voglio
Così sia!!!
✝️Fate un segno di croce a bracci uguali sul tutto.
Tagliare il pane a cubetti piccoli e metterlo in una padella calda arrostendolo il più possibile fino a farlo diventare molto scuro.
Metterlo a bagno nell'aceto fin quando non si disfa del tutto.
Schiacciate con la forchetta e aggiungere le spezie. Rimettere sul fuoco e portare ad ebollizione a fiamma molto bassa.
Cuocere rimestando con un cucchiaio di legno finché non si addensi. Salate con sale benedetto (quello che usate per i rituali). Se volete una salsa più omogenea passatela al setaccio.
Far raffreddare e mettere in un vasetto.

Ringraziare e congedate la Dea.

Questa salsa è ottima per accompagnare carni in particolar modo cotte alla brace ma anche con un bollito è buona. Non so come sia con il pesce ma credo sia troppo forte per un sapore così delicato come è il pesce...ma voi...provate e poi mi dite😉.

Se volete regalarla invece vi consiglio di accendere una piccola tealight benedetta sopra il tappo ripetendo l'orazione.
Che dire...che siate benedetti e...Buon Appetito! 🤗


martedì 12 novembre 2019

Trovare un lavoro

Credo che al giorno di oggi avere un lavoro sia fondamentale per iniziare ad avere una stabilità. Senza un lavoro non si può vivere e non si possono fare progetti. Senza lavoro non si può comprare nulla... né una casa né tantomeno il cibo.
A volte nonostante ci impegniamo non riusciamo proprio a trovarne uno che sia stabile e che faccia al caso nostro. È come se la nostra strada fosse sempre bloccata da qualcosa. Allora cosa fare?
Intanto continuare a cercare e poi aiutandoci con un incantesimo.
L'incantesimo che segue è per "chiamate verso di noi" il lavoro dei nostri sogni.
Periodo: va eseguito un mercoledì di luna crescente.
OCCORRENTE: una candela blu che rappresenti il lavoro, una candela bianca che rappresenti voi, una candela nera che rappresenti i blocchi, un foglio di carta tagliato a triangolo isoscele su cui andrà disegnato o scritto il desiderio, un foglietto di carta che si possa bruciare, colori, inchiostro blu, olio da unzione alla menta, noce moscata, camomilla, zenzero, alcool o aceto.
PROCEDIMENTO: innanzitutto prepariamo le candele pulendole da influssi energetici negativi usando un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o di aceto. Fatto ciò stringiamo le nostre candele tra le mani caricandole di tutta l'energia possibile.
Incidiamo le nostre candele come segue:
Bianca ➡️scrivere i nostri dati e NUOVO LAVORO
Blu➡️il nome del lavoro che vogliamo e il simbolo della divinità che invochiamo.
Nera➡️sblocco, apertura e un lucchetto aperto.
Su un foglietto scrivere il desiderio con inchiostro blu, ripeterlo ad alta voce per 3 volte e poi bruciarlo.
In un mortaio mischiare tutte le erbe con la cenere del foglietto con tre gocce di olio alla menta caricando la polvere magica con energia positiva per nuovi sbocchi.
Ungere le candele e passarle nel mix.
Sul foglio tagliato a triangolo isoscele disegnate il nuovo lavoro che volete o fate un collage che rappresenti quel lavoro. Ungere il triangolo con olio alla menta ai vertici partendo dalla punta e in senso orario alla base.
Posizionate il triangolo sul piatto da altare, alla punta va la candela blu, in basso a sinistra la candela nera e a destra la candela bianca.
Accendere le candele partendo dalla nera olio bianca e infine blu e dire:
Oh Ecate ed Hermes che dei cancelli siete padroni e avete le chiavi di essi
aprite a me tutti gli accessi.
Ogni blocco che mi chiude il varco andate ad eliminare
e tutte le catene spezzare
Così che io più non abbia
impedimenti che mi tengono in gabbia.
Oh Ermes, con Ecate mia signora, 
vi invoco perché un nuovo lavoro la mia vita migliora.
[Indicare il tipo di lavoro]
I cancelli delle nuove opportunità da ora si spalancano
e i miei guadagni finalmente crescono.
Come in alto 
Così in basso
Questa è la mia volontà
e ciò che vi chiedo presto sarà. 
Lasciate consumare le candele e recitate l'orazione per 9 giorni consecutivi.
Al nono giorno disfarsi dei resti e tenere il triangolo dove sia visibile ogni giorno.
A lavoro ottenuto bruciare il triangolo e con le ceneri del foglio ricoprire una candela bianca in ringraziamento alle divinità che ci hanno aiutato oppure fare un quadretto con quel triangolo e accendere di tanto in tanto una candela bianca in ringraziamento.



martedì 5 novembre 2019

Storia della cucina medievale


Cucina e Magia

 Fin dalle elementari quando si parlava di Medioevo mi si rizzavano le antenne e la mia attenzione aumentava del 1000%. Mentre studiavamo questo periodo storico che dura per oltre mille anni, mi immaginavo e mi immergevo in quella vita sia nobiliare che popolana.
Il Medioevo è un periodo storico che ha portato mille invenzioni ma che ha quei "sapori" che oggigiorno si sono un po' persi e spesso ne vado alla ricerca con i miei piccoli esperimenti culinari.
In casa mia non mancano né libri di cucina (mio padre è un cuoco, mia suocera adorava cucinare quindi leggeva tanto) né libri di magia e a volte cerco di unirli con piatti particolari fatti di quel piccolo ingrediente che fa la differenza.
Ma a me piace fare le cose per bene per cui mi sono documentata su come si viveva e si mangiava al tempo del Medioevo anche perché la mia dispensa sembra davvero essersi fermata a quel tempo...con molto orgoglio direi!😜
Fino all’incirca all’anno mille l’alimentazione medievale è rimasta la stessa dell’epoca romana, per questo molte ricette medievali possono essere prese dal De Re Coquinaria di Apicio. In seguito tramite gli Arabi sono arrivate a noi degli alimenti nuovi quali potevano essere lo zucchero di canna, le mandorle, il riso, i gelsi, le melanzane.
I ricettari medievali risalgono tutti al periodo rinascimentale e hanno numerose differenze rispetto a quelli che usiamo oggi. Nella cucina medievale i ricettari usavano elencare solo gli alimenti da utilizzare senza le quantità e le temperature, mentre i tempi di cottura erano scanditi da preghiere...e qui entra in gioco la strega che è in me e dentro una ricetta ci butto un incantesimo usando o una spezia o un'erba particolare accendendo una candela.
Durante il Medioevo era importante sapere cosa mangiare per la buona salute e la dieta giornaliera cambiava se si era cavalieri o stallieri.
Ippocrate diceva:
Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo
Con il fiorire delle prime arti mediche, anche la tavola dei nostri antenati cambiò.
La cucina medievale veniva costruita dividendo il corpo in 4 umori, corrispondenti a 4 liquidi che sono contenuti nel nostro corpo.
(4...non vi fa venire in mente nulla? Vi dice niente i 4 Elementi della Magia?!)
In base allo stato di salute veniva costruito un piano alimentare adeguato.
Gli umori erano 4, come gli elementi:
il fuoco → la bile, gialla del fegato, calda e secca;

l’aria → come il sangue del cuore, calda e umida;

l’acqua → come la flemma del cervello, fredda e umida;

la terra → come la bile nera della milza fredda e secca.
A questi quattro umori corrispondevano quattro stati d’animo:
*collerico,
*sanguigno,
* flemmatico
*melanconico.
Un loro sbilanciamento faceva sentire male il corpo. E questo è un po' anche il pensiero del Reiki. La scuola medica, ad esempio, consigliava di bere birra  se si voleva agevolare la diuresi ed il vino bianco rispetto al rosso, che invece io adoro, era considerato troppo forte.
Il cibo doveva essere molto sminuzzato per essere digerito in maniera più veloce e doveva essere ingerito in ordine di peso, altrimenti andava in putrefazione nel corpo. Era necessario avere sia un aperitivo che un digestivo, entrambi a base di erba e frutta usate a seconda del loro utilizzo medico....e magico, aggiungo io.
I cibi dovevano essere sempre umidi perché umida è la natura del corpo umano.
C’erano cibi umidi o secchi e freddi o caldi e rispettivi metodi di cottura. Per esempio il maiale era caldo e umido e si poteva arrostire, mentre il vitello era caldo e secco e andava bollito.
Contrariamente a quanto si possa pensare il galateo a tavola, sia elle famiglie abbienti che non, era molto importante.
Si mangiava seduti a tavola, non più coricati come in epoca romana, le posate si usavano solo per tagliare il cibo che quindi veniva servito in portate già porzionate davanti agli invitati, che si servivano da soli riempiendo dei piatti commestibili fatti di pane. Si mangiava con le mani e si usavano dei bicchieri in comune,⏩ da qui nasce l’abitudine di pulirsi la bocca prima di bere.⏪...magari non sgridiamo troppo i nostri figli se continuano a voler mangiare con le mani...stanno semplicemente portando avanti vecchie tradizioni 😂.
Tra una portata e l’altra ci si sciacquava le mani. Quindi a tavola c’erano delle scodelle d’acqua e delle tovaglie di lino. Le posate venivano usate solamente nell’impero d’Oriente.
Visto che quando si mangiava ci si sporcava molto, le donne mangiavano separate dagli uomini per mantenere una certa immagine di purezza.
I bicchieri erano di terracotta o di vetro, di pregio maggiore, per usi goliardici si usava il corno potario, retaggio delle antiche usanze barbariche.
Fin dall'epoca romana esisteva già il cibo cotto da altri venduto in strada ed era venduto per persone che non avevano tempo di cucinare perché lavoravano.
Ricordiamo che in epoca medievale una zuppa poteva essere pronta non prima di tre/quattro ore di cottura; per il maiale ce ne volevano minimo 6...il fuoco ha i suoi tempi e in cucina come in magia non bisogna mai aver fretta ma essere pazienti ma alcuni di questo lungo tempo non me disponevano.
Per conservare gli alimenti o si scava una cantina fredda dove poter mettere del ghiaccio oppure si salavano o affumicavano gli alimenti o si preparavano marmellate. I monasteri avevano molti ambienti destinati alla lavorazione degli alimenti, sia per il proprio sostentamento, sia per poterlo vendere esternamente.
Si mangiava nelle sale da pranzo e le cucine di solito erano o in un angolo della sala da pranzo o al piano interrato.
Non esistevano i ristoranti  per cui ognuno mangiava in casa propria. Solo dopo la rivoluzione francese iniziarono a nascere i primi luoghi di aggregazione culinaria in quanto i cuochi dei nobili rimasero senza lavoro e iniziarono a lavorare in proprio.
In età romana il grano era l’alimento principale della popolazione...ironia del destino io oggi ne sono allergica!
L'’impero si preoccupava di seminarne in grande quantità in Sicilia e in Egitto e lo importava a Roma e nel resto del territorio. I cereali si consumavano non solo panificati ma soprattutto in forma di zuppe e polente. Col frazionamento geografico ciò venne meno e si creò un’economia di sussistenza: pane e zuppe continuarono ad essere la base dell’alimentazione ma si consumavano i cereali disponibili localmente, quali la segale, il miglio e l’avena, grano e farro diventarono alimenti più nobili.
La pasta era nota già dall’epoca romana, ma fino al Rinascimento si consumò avvolta dentro pizze rustiche (mia zia faceva una pizza ripiena di pasta che era la fine del mondo). Volendo ironizzare sull’alimentazione dell’epoca si può dire che i vegani non sono nati oggi ma già esistevano all’epoca. Erano i ceti sociali più poveri a non potersi permettere carne, formaggi e derivati. Verdura e legumi erano così alla base dell’alimentazione medievale.
Tutti i cibi provenienti dal continente americano, come patate-fagioli-pomodori, non esistevano per cui si cucinava molto spesso "in bianco" o con spezie orientali che coloravano le zuppe e gli alimenti dell'epoca.
Il pesce era per i poveri mentre la carne per i ricchi eccetto nei periodi di digiuno religioso. Raro il vitello, il pollo di uso comune ma non si usava spesso e del maiale si usava soprattutto il grasso perché l'olio di oliva non sempre era disponibile ed era molto costoso. Di carne ne facevano largo uso soprattutto i ricchi tanto che spesso soffrivano di gotta chiamata all'epoca "la malattia dei Re".
Il latte non veniva bevuto sia perché considerato solo alimento per i bambini ma soprattutto perché ci si nutrivano i Barbari, sia perché non si conservava bene. Molto utilizzati invece erano i formaggi:  furono i monasteri dell’epoca a creare il parmigiano, il brie e la mozzarella usando le bufale che i longobardi trafugarono agli arabi dopo averli sconfitti sul Garigliano.
Molte delle ricette medievali si sono perse ma nei monasteri ancora si usa qualche accorgimento di cottura dell'epoca.
I latticini essendo di derivazione animale non si usavano in tempi di Quaresima e spesso si usava il latte di mandorla alla base di molte creme infatti. Si faceva naturalmente un grande uso di erbe aromatiche e spezie, di derivazione orientale e costose, sia per conservare il cibo sia per dare ostentazione di ricchezza.
Una pianta molto usata in epoca medievale è il rafano, una radice della stessa famiglia del wasabi usato per il sushi.
La cucina medievale non prevedeva l’uso del dolcepoiché c’era una fusione continua tra il dolce ed il salato. Questo è rimasto ancora oggi in alcune ricette regionali. In Campania si prepara ad esempio la pizza di scarola che può prevedere l’uso dell’uva passa o le sarde in saor del Veneto che usa uva passa e pinoli con cipolla caramellata.
I barbari portarono il sidro, il vino fatto con le mele, e ci fu un riutilizzo della birra. L’uso del vino tipico delle popolazioni mediterranee fu preso nell’eucarestia. Un contadino medievale con un terreno collinare poteva coltivare vigneti e quindi bere vino. Chi invece aveva appezzamenti di terreno in pianura coltivava cereali, con cui produceva invece birra.
Di questi capolavori culinari, perché tali li reputo, ne sono pieni i dipinti e in quasi in ogni regione italiana c'è almeno una rievocazione storica in cui ci si può immergere in un tempo che fu e quando posso cerco di non farmela mancare.
Ovviamente da strega quale sono cerco sempre di mettere un po' di magia nei miei piatti e l'ingrediente che non manca mai né nel dolce che nel salato è quello che rende ogni piatto buonissimo: l'Amore.
Ricordatevi che i piatti ne risentono molto dei vostri stati d'animo e se sarete in una giornata no di sicuro anche il vostro cavallo di battaglia verrà una schifezza per cui quando vi avvicinate ai fornelli siate innanzitutto grati per quello che gli dèi vi hanno concesso di poter mangiare e non rovinatelo con la rabbia o il disprezzo.
Se proprio non ci riuscite...un bel panino aggiusta le cose!




mercoledì 23 ottobre 2019

A proposito di morti...

La festa di Halloween/Samhain
Come ogni anno ci ritroviamo a discutere su questa festa e, puntualmente, ci si ritrova Cristiani VS Pagani a puntarsi il dito l'uno contro l'altro.
Purtroppo nel corso degli anni questa festa ha assunto connotati sempre più consumistici e ciò che si percepisce è solo il fare festa mascherati come una sorta di Carnevale mignon che dura una notte.
I locali sono pieni di gente mascherata, i boschi si riempiono, gli animali si spaventano per il baccano ed ecco che si perde di vista il vero significato di una festa che io personalmente trovo meravigliosa: la festa dei defunti.
I morti sin dagli albori sono sempre stati onorati e ricordati con balli, feste, canti, preghiere e offerte.
Essi sono il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro e non hanno nulla a che fare con il consumismo che l'essere umano trasforma per ogni cosa.
Con questa festa, ed una simile la troviamo in Messico con la venerazione della Santa Muerte, si vuole esorcizzare la morte e il suo lato oscuro che tutti temono ma ha davvero origini antichissime e ogni cultura aveva il suo periodo.
Noi pagani usiamo venerare il giorno dei morti il 31 ottobre e in questo giorno cade anche la fine dell'anno solare ma questo perché, a lungo andare nel tempo, si è cercato di uniformare la maggior parte delle culture simili e accorpare in un unico giorno la santa venerazione.
Ad esempio, nel mio Pantheon (Greco), vi erano tre momenti annuali per onorare Ade e Persefone e il loro mondo che veniva aperto per pochissimo tempo e poi immediatamente richiuso. In questo *rito* (diverso dalla FESTA), si cementava il buon rapporto tra la divinità e l'essere umano e molto spesso si facevano sacrifici animali che oggi non si fanno più. L'animale veniva offerto alla divinità e una parte veniva bruciata in onore del Dio o della Dea (la parte non commestibile come peli ossa eccetera) e una parte veniva cotta e mangiata in onore del dio per suggellare l'atto di pace. Con il sangue dell'animale venivano creati sigilli sia sulla fronte delle persone che sul terreno per assicurarsi che se qualora il dio fosse stato adirato non lo sarebbe stato troppo con chi portava il sigillo mentre con le interiora si facevano divinazioni...la Necromanzia. Vi ricordo che stiamo parlando di comunità vissute subito dopo la preistoria dove mangiare l'animale era una necessità infatti molto poco veniva bruciato visto che le pelli servivano per scaldarsi ma anche quel poco bruciato e gettato a terra (libagione) bastava a fare star tranquillo il popolo.
Gli indiani d'America ad esempio cacciavano grossi animali e ne indossavano le pelli perché credevano che indossandole potessero avere la forza, l'astuzia, la vista di quell'animale.
Oggigiorno non è più assolutamente così visto che non c'è più la necessità né di sfamarsi con animali sacrificati né di scaldarsi con pelli. Ma si è comunque perso di vista il vero significato di certi gesti che dall'antichità ci portiamo dietro facendoli in automatico senza chiederci mai il perché lo facciamo.
In questi riti era molto importante la preghiera e le offerte. Una forma di preghiera più elementare era quella costruita da semplici forme verbali come un grido o un lamento o un urlo per poi passare ad una preghiera più strutturata verbalmente con orazioni, danze e canti dove veniva fatta poi la richiesta al Dio in questione...se notiamo ritroviamo questi atteggiamenti nelle culture africane e australiane.
Tornando al mio Pantheon il 28 Ottobre veniva festeggiata la dea Iside, divinità dell'oltretomba egizia; il 1 Novembre veniva fatto un banchetto sacro a Zeus, padre di tutti gli dèi e il 2 Novembre veniva celebrato il terzo momento dell'anno in cui le porte degli inferi venivano aperte e poi richiuse con il Lapis Manalis, una pietra sacra che veniva posta a chiudere un varco simbolico tra i vivi e morti. Infatti le anime dei morti venivano chiamate Mani da qui Lapis Manalis, la pietra delle anime.
Il Capodanno greco invece cadeva con l'equinozio d'estate...e qui sorge spontanea la domanda: perché anche tu lo festeggi il 31 ottobre e non il 21 giugno? Perché io vivo nell'era moderna e non preistorica e nemmeno medioevale dove la maggior parte delle Streghe e dei Maghi festeggiano il loro capodanno nella notte in cui tutto finisce e ricomincia.
Come si può ben notare la festa dei morti (Halloween) non ha affatto origini in America bensì in Europa e grandi divulgatori di questa festa furono gli irlandesi, anticamente dominati dai Celti, tanto che la parola Halloween è la forma contratta di Hallows' Eve, vigilia dei Santi che noi in Italia per influenza del Cristianesimo (anch'esso si è dovuto adattare alle influenze dei più) festeggiamo il 1 Novembre a ridosso del 31 Ottobre.
I Celti, ricordiamolo, erano un popolo di pastori e come tali avevano tempi scanditi da quelli che il bestiame imponeva, diverso dai tempi dei contadini che invece facevano riferimento al cielo con i cicli lunari.
Il 1 Novembre per i Celti terminava ufficialmente la stagione calda e iniziava quella fredda, stagione in cui si riportava il bestiame a valle, si preparavano le scorte per l'inverno e ci si riposava -per modo di dire perché con gli animali e con i campi non si ha mai vero riposo- davanti al caminetto.
Come sappiamo bene per i Celti questa festa era quella che chiudeva il ciclo composto da altre grandi feste dette Sabbat dove ognuna ha il suo significato specifico e si onora un dio o una dea specifici: Yule (21 dicembre), Imbolc (1-2 febbraio), Ostara (21 marzo), Beltane (30 aprile o 1 maggio), Litha (21 giugno -il capodanno greco-), Lughnasadh (1 agosto), Mabon (21 settembre).
Durante questo periodo i Celti per esorcizzare il buio e la paura dei morti, che pensavano tornassero sulla Terra per spaventare i vivi, si vestivano con maschere grottesche e usavano lanterne fatte di cipolle scavate al cui interno era posta una candela così da spaventare gli spiriti maligni durante il tragitto dai monti a valle.
Arrivati a valle festeggiavano con la comunità intorno al fuoco sacro con sacrifici animali (che ricordo mangiavano), danze e canti.
Attraverso le conquiste romane, Cristiani e Celti si fusero e anche se la Chiesa tentò di sradicare i culti pagani non vi riuscì del tutto tanto che anch'essa si adattò e dal 13 Maggio (festa della consacrazione del Pantheon alla Vergine Maria) la passò al 2 Novembre.
Durante questo periodo si festeggiava per ben tre giorni accendendo fiaccole e torce da mettere fuori dalle porte di casa lasciando cibo e bevande per i defunti che venivano a trovare i loro parenti in vita.
Questa usanza me la porto dietro anche io fin da piccola. Mia nonna tra il 1 novembre e il 3 ci faceva accendere dei lumini e ce li faceva tenere sulle scale con accanto o un bicchiere di vino o un pezzo di pane secco che poi sarebbe andato ovviamente alle galline perché ci diceva che durante questa notte i morti facevano una processione passando per tutte le vie del paese e ogni defunto, arrivato davanti casa propria o dei familiari, si fermata a salutarli e banchettare per poi riprendere la processione e i lumini servivano appunto per illuminare la loro strada...ho sempre amato questa festa più di ogni altra..
Ma tornando a noi...
Verso la metà del XIX secolo, l'Irlanda fu investita da una terribile carestia e molti abbandonano l'isola per dirigersi verso gli Stati Uniti e cercare fortuna là dove crearono una forte comunità mantenendo vive le proprie tradizioni.
Ben presto questa usanza si diffuse in tutti gli Stati Uniti e grazie al cinema, alla televisione e ai libri oltre che per gli immigrati, questa festa arrivò anche in Italia contagiando anche quella parte che di questa festa non ne sapeva nulla... perché tale è diventata perdendo invece il ruolo importantissimo di RITO ONORIFICO PER I DEFUNTI.
Il mio augurio è quello che si ritorni a ritualizzare questo giorno perché i nostri avi sono importantissimi e se oggi siamo quel che siamo e abbiamo ciò che abbiamo lo dobbiamo a loro...il nostro passato è il nostro futuro.
ONORE AI MORTI🎃
ONORE AI MORTI🎃
ONORE AI MORTI🎃
E PACE A LORO!⚰️
🌖🌕🌔










lunedì 16 settembre 2019

Preghiera per i defunti


La morte è un evento naturale e ciclico a cui nessuno può sfuggire...nonostante essa sia dolorosa per chi rimane spettatore inerme, la morte non sente ragioni e quando il campanello suona non possiamo che rassegnarci e "pregare" per un trapasso sereno.
Ci stiamo avvicinando alla notte più importante dell'anno per noi pagani, la notte in cui il velo tra i due mondi cade e vivi e morti danzano insieme.
Una preghiera a loro dedicata sarebbe l'ideale...
La morte fa umanamente paura a tutti soprattutto se coglie di sorpresa e ci arriva in "casa".
Mi ricordo che a tal proposito mia nonna aveva un detto che ricorreva ogni volta che ci si interrogava su una morte improvvisa e inaspettata..."figlia mia, ogni morte vole (vuole) la scusa sua...quanno (quando) bussa alla porta devi solo aprì (aprire) e nun (non) poi tornà (tornare) indietro".
E quando si andava a trovare il defunto erano ore e ore di Padre Nostro, Ave Marie, Gloria ed Eterno Riposo...per la morte di mia nonna paterna è toccato a me fare la veglia di tali preghiere... perché fondamentalmente nessuno aveva pensato a farle (non era molto amata come persona e sostanzialmente a tutti non interessava la sua dipartita) ma conoscendo io la sua idea mi sono chiesta cosa stesse facendo e se quel viaggio lo stesse affrontando bene.
Purtroppo all'epoca non conoscevo preghiere pagane da poterle dedicare e così essendo lei devotissima alla Madonna Assunta iniziai a pregare con le sue preghiere.
Sapevamo che stava morendo...erano già sei mesi di continui ictus e prima o poi uno di questi sarebbe stato fatale come ci disse il medico dopo l'ultima visita.
"Il prossimo sarà l'ultimo". Queste le parole del medico che la visitò tre giorni prima.
Quando zia me lo disse (viveva con loro) io, nella mia cameretta e di nascosto, accesi una candela viola con su inciso il suo nome... bruciò a lungo, si squarciò in due, ruppe il piatto, la sua cera colò ovunque ma... bruciò fino alla fine. Segno che il suo trapasso non sarebbe stato facile soprattutto per lei che era attaccata alla vita con le unghie e con i denti.
Da lì mi venne la curiosità di sapere se ci fosse una preghiera che potevo usare che non fosse un Pater un Ave o un Gloria...e ne trovai una davvero molto bella.
È una preghiera di per sé molto breve ma credo molto efficace soprattutto perché si può usare sia durante il trapasso che quando si "ricorda" un defunto che può essere sul nostro altare o al cimitero.
Non so perché (o forse sì e ne sono consapevole) chiunque sta per morire a me chiede LUCE...
"a te chiedo una sola cosa prima di andarmene...accendimi una 🕯️"...
Questa frase me la sono sentita dire da entrambe le mie nonne e dai miei suoceri (tre lutti in 18 mesi vi posso assicurare che sono stati faticosi). Così...nel mio piccolo accendevo la candela chiesta...quella luce che li avrebbe aiutati nel loro eterno cammino.
Ecco cosa faccio durante questi momenti:
OCCORRENTE:  1 candela bianca o viola, olio da unzione, cipresso essiccato, lavanda essiccata o camomilla, incenso.
ISTRUZIONI: come prima cosa incidiamo il nome della persona sulla candela, ungiamola con l'olio e passiamola nel cipresso e nella lavanda o camomilla. Se al momento non vi trovate nulla va benissimo solo l'olio. Il cipresso è l'🌲dei defunti mentre la lavanda ha un potere purificante.
Dopo aver fatto ciò accendiamo semplicemente la candela recitando questa preghiera:
O fiammella che ardi luminosa
sii un faro in questa notte tenebrosa.
Di XX  (Dei defunti-se la persona è già trapassata) il sentiero vai a illuminare
e l'oscurità vai a rischiare.
Verso la Terra d'Estate li accompagnerai e a lui/lei/loro luce darai
fin che al Re dei morti non li affiderai.
Con il fulgore pace infondi
che il suo/loro riposo e sonno siano profondi.
Siate benedetti spiriti dei defunti 
che nel nuovo regno venite congiunti.
Onore ai morti e pace a loro (3volte)
Questa preghiera potete farla tutte le volte che volete.
Un appunto sul colore della candela.
Il viola è un colore molto forte da usare. Ha delle vibrazioni altissime perché mette direttamente in connessione con il divino senza tramiti. Se non siete più che sicuri non usatelo e optate per la classica candela bianca.
Ovviamente questa preghiera non ha tempistiche da seguire se non quelle che ci suggerisce il nostro cuore.



venerdì 13 settembre 2019

Assicurarsi un viaggio sicuro

Per molte persone viaggiare non è solo un divertimento ma un obbligo. Si può viaggiare per visitare posti nuovi o semplicemente per andare al lavoro. Le distanze possono essere più o meno lunghe ma sempre insidiose e piene di pericoli. A tal proposito consiglio di fare una piccola protezione per l'occasione da rinnovare di tanto in tanto. Essa può essere tenuta in macchina o nella valigia di chi viaggia.
Se poi viene fatta per i nostri figli che per andare a scuola devono prendere i mezzi pubblici la metteremo in una tasca dello zaino.
OCCORRENTE: un qualsiasi oggetto "scaramantico" che possa piacere e far sentire sicuro chi lo deve portare (io ho usato un ferro di cavallo e un gufetto; il ferro di cavallo piaceva a me il gufetto è di mio marito); una foglia di alloro essiccata. In aggiunta si può usare una monetina e una pietra; 4 candele bianche che possono essere tealight; sale protettivo.
ESECUZIONE: durante il periodo di luna piena, un paio di giorni prima bastano, creare un sacchettino e inserire il portafortuna all'interno. Sopra di esso adagiare una foglia di alloro e far bruciare dell'incenso. Io ho usato un classico brucia incensi a scatoletta, di quelli che si chiudono.
Accendere l'incenso e recitare una preghiera di protezione che potrebbe essere:
Terra Cielo e Mare 
proteggete il vostro figlio da ogni male.
Da ora questo oggetto sarà
protezione da ogni natural calamità.
Ripetere fin quando se ne senta la necessità.
Aggiungere a questa un *INNO ALLA LUNA* che potete trovare o sul web o potete scrivermi voi.
Il giorno di luna piena scrivete la parola PROTEZIONE sulle candele e sulla foglia di alloro aggiungete anche il nome di chi deve essere protetto. Inserite la foglia nel sacchetto e chiudetelo. Ponete il sacchettino al centro del piatto e poi create un cerchio fatto di candele debitamente unte con olio da unzione e di sale.
Io ho messo 1 candela e 1 pugnetto di sale alternandoli facendo in modo tale che il cerchio attorno al sacchettino sia continuo.
Dopo aver creato il nostro cerchio di protezione accendere le candele in senso orario e dire:
Ecco che questa luce accendo
per diventare dell' universo il punto di riferimento,
affinché Esso sempre XX potrà trovare
e da ogni pericolo salvaguardare.
Per il potere della Luce e del Divino
io pongo una protezione sul suo/nostro/mio cammino.
Che Cielo Acqua e Terra mi/lo/la/ci possano riparare
da tutti gli incidenti e imprevisti che possono capitare.
Con questo oggetto a casa sano e salvo tornerò/à/eremo/ in protezione
quale che sia la situazione.
Lasciar consumare le candele e poi affidare al viandante la protezione.

Vi posso assicurare che questo incantesimo ci ha salvato la vita molte volte durante i nostri viaggi.

Buon lavoro e...BUON VIAGGIO🍀💚💼

venerdì 30 agosto 2019

Incantesimo contro intrusioni da terzi in famiglia


Seminare zizzania è un famoso modo di dire di origine evangelica che viene utilizzato con il significato di “mettere discordia fra due o più persone”, “aizzare gli uni contro gli altri”; “creare dissapori e tensioni fra le persone”; “creare con malignità ostilità fra le persone” ed espressioni simili.
La parabola della zizzania (Matteo 13, 24-30) è la parte di testo evangelico da cui deriva appunto il detto “seminare zizzania” narra di un uomo (che simboleggia il male, il demonio) che per danneggiare un suo nemico seminò della zizzania nel suo campo di grano.
Essa,la zizzania (Lolium temulentumloglio ubriacante), è una pianta graminacea che infesta soprattutto le coltivazioni di cereali. È una pianta tossica e il termine “temulentum”, ovvero “ubriacante” fa riferimento agli effetti che derivano dall’ingestione di farine contaminate da funghi del genere Claviceps, produttori di alcaloidi tossici che causano vertigini, vomito, forte emicrania e oscuramento della vista.
In passato veniva usato dalle streghe per procurare allucinazioni e conseguentemente avvelenamento della vittima...
Così come la zizzania è tossica per il raccolto anche le persone che si intrufolano nei nostri rapporti interpersonali senza essere interpellati sono tossiche per la nostra vita allora possiamo allontanarle con un piccolo incantesimo.
Occorrente: stick di incenso alla lavanda o alla rosa, 1 candela arancione, sabbia o terra, un lungo pezzo di lana o filo grigio, forbici, polvere di garofano o aglio secco.
Istruzioni: durante il periodo più prossimo alla luna calante incidere sulla candela il nome della persona da allontanare. Ungere la candela e passarla nella polvere di garofano o di aglio.
Sul filo grigio create 9 nodi.
Create un cerchio di sabbia o sale intorno alla candela.
Create il cerchio magico di protezione, accendete l'incenso e passate il filo e le forbici sul fumo così da creare un legame magico tra gli strumenti e gli elementi.
Accendete la candela e dite:
Ogni nodo è un groviglio da te a me creato
che senza permesso nella mia famiglia ti sei intrufolato.
Da ora questa cosa vado a recidere
e il tuo operato vado a distruggere.
A questo punto iniziare a tagliare i nodi con le ✂️ oppure tagliateli alla fiamma della 🕯️ dicendo:
Col primo taglio ciò che hai creato è presto cancellato.
Con il secondo taglio di dissolve ogni tua parola 
e via nel vento diventa sempre più minuscola.
Con il terzo taglio da me il tuo sguardo distolgo
e ogni malocchio sciolgo.
Con il quarto taglio il tuo pensiero da me allontano
e le tue opere non mi spaventano
perché con il taglio quinto
su di te ho già vinto
e il sesto taglio il ciel da me ti manda via 
perché così voglio così sia.
Con il settimo taglio tutto svanisce
e il tuo operato qui finisce.
Con l'ottavo taglio vado stabilità rivado a creare
e un perfetto equilibrio vado a donare.
Con il nono taglio nella mia vita più non entri
altrimenti amaramente te ne penti.
Tutto accada in perfetta armonia
ché così voglio e così sia.
Cercare di fare cadere i nodi tagliati fuori dal cerchio di sale, raggrupparli e bruciarli come fa il contadino con la zizzania.
A candela spenta esorcizzare il tutto, riportarlo alla forma profana lasciando la magia all'Universo e gettare nella spazzatura.
Questo è un incantesimo che si può utilizzare per chiunque cerchi di metter guerra dove c'è pace per scopi personali o per puro piacere che esso sia conoscente, parente o amante...
Periodo: un mercoledì di luna calante.




Il biscotto dell'amore

  LA STREGA IN CUCINA 🧙🍪  *IL BISCOTTO DELL'AMORE* Ingredienti : 1 panetto di pasta frolla, formine a forma di omino, miele, cacao, ca...