venerdì 20 dicembre 2019

Letterina di Natale

Caro Babbo Natale...
la letterina per i nostri bambini l'abbiamo già scritta e recapitata al caro Babbo che con i suoi Elfi provvederà a portare i doni tanto attesi in cambio di un bicchiere di latte e un paio di biscotti.
Ora tocca alla nostra di letterina...ci avete pensato? Le parole, in magia, sono importanti e dobbiamo pensare che quando parliamo comunque qualcuno che ci ascolta c'è...allora affidiamo i nostri desideri, insieme a quelli dei nostri bambini, ad una divinità in cui crediamo e adoriamo nel giorno di festa comunemente chiamato NATALE.
Pensate che bello...mettersi insieme ai bambini a scrivere letterine da appendere all'albero in attesa di essere lette.
Io l'ho fatto...non serve molto...basta un foglio, penna e tanta fantasia.
La lettera può essere scritta su un blocco note, su carta da lettera, su carta finta pergamena...coooome volete voi e come volete divertirvi a renderla più personale possibile. Una volta scritta la chiudete  dopo averla passata sui fumi di incenso e la mettete sotto l'albero o sul piatto del vostro altare o all'interno del presepe...🤔presepe? 😁Eh sì...ho detto proprio presepe...anche noi possiamo farlo a modo nostro in fondo il presepe è la rappresentazione della vita, di una nuova vita che nasce e dato che questo è un periodo di nuova nascita possiamo sbizzarrirci a creare un presepe, perché no, che rappresenti la nostra famiglia.
La notte di Yule o di Natale, preparate una candela rossa come al solito (unzione delle candele), accendetela e mettete un bicchiere di 🥛latte e un 🍪 biscotto come offerta.
Donare alla propria divinità la nostra preghiera senza dimenticarci dei nostri cari che non ci sono più.
Usiamo come sottofondo musicale i classici gingle natalizi e... TANTISSIMI AUGURI, amici miei!!!

lunedì 16 dicembre 2019

Caffè per ospiti indesiderati


Siamo sotto le feste di Yule, Natale e Capodanno per capirci, e sicuramente ci ritroveremo a dover vedere non solo gente che non si fa viva per un anno intero ma anche gente che mal sopportiamo e che vorremmo proprio non vedere.
Le persone comuni dovrebbero sopportare ma noi no.
Ogni amante dell'Arte ha in dispensa una soluzione per tutto...figuriamoci poi per cacciare via gli ospiti indesiderati.
Che ne dite di preparare un caffè "speciale"?
Ora, io uso il caffè perché dalle mie parti si usa molto ma può essere tranquillamente sostituito con del tè o delle tisane ma che non dovranno essere in bustina.
Questa bevanda potremo tranquillamente berla anche noi perché andrà a creare lontananza con l'ospite indesiderato.
OCCORRENTE: un barattolo di vetro con coperchio, caffè o tè nero, un pizzichino-ino di pepe macinato, 1 tealight nera, olio da unzione, una vecchia moka o una teiera.
ISTRUZIONI: lavare bene il barattolo con acqua e sale grosso. Appena asciutto riempirlo con la polvere di caffè/tè.
Imponendo le mani diremo:
Polvere di caffè/tè
all'occorrenza devi lavorare per me.
Ospiti indesiderati caccia via da casa mia.
Aggiungere un pizzichino di pepe e imponendo le mani dire:
Pepe nero pepe oscuro
che tra me e il bevitore si crei un muro.
Talmente alto esso sia
che il bevitore mai più sarà davanti alla vista mia.
Con questa polvere ben rimestata
la mia volontà è presto applicata.
Soffiare dentro.
Chiudere il barattolo e disegnare con il dito una croce sul coperchio e metterlo fuori per tre giorni alla luce della luna calante.
Se volete dare maggiore forza o vi "sentite" di dover accendere una candela potete ungere la candela nera e posizionarla sopra il tappo del barattolo durante la prima notte.
Trascorsi i tre giorni prendete il vostro caffè e nascondetelo nella dispensa fino al suo utilizzo.
Apponete sul barattolo una etichetta così da ricordarci che quello non è un caffè che possiamo usare per far colazione 😜
PERIODO: in Luna Calante

giovedì 12 dicembre 2019

RISPETTO

Come ho detto più volte amo moltissimo ciò che faccio, amo moltissimo il mio LAVORO. Da quando ho iniziato questo percorso ho sempre studiato tanto sia per quanto riguarda la cartomanzia che la magia. Per anni sono stata sui libri e per anni ho praticato in silenzio solo su di me per affinare i le mie conoscenze.
I primi tempi, visto che non mi sentivo così brava, tutto il mio operato lo mettevo gratuitamente a servizio di chi mi chiedeva aiuto e vi assicuro che le persone erano davvero moltissime e tutte soddisfatte.
Con il passare del tempo mi sono potuta permettere di poter chiedere qualcosa in cambio per ciò che facevo e ciò che chiedevo anche perché i materiali ci sono, il tempo e le energie anche e visto che la MAGIA è tutta basata su un giro di Energie è giusto che esse siano equilibrate altrimenti io do▶️non ricevo▶️consumo energie senza ricarico▶️mi ammalo e chi fa questo mestiere lo sa. Ma la mia filosofia è sempre stata di tenere un profilo basso anche sui prezzi proprio per permettere a tutti di poter accedere a ciò che so e si mettere in pratica.
Io non sono una di quelle che vede fatture ovunque così da attirare in trappola per un possibile lavoro con me e chi mi conosce lo sa...dove non c'è niente non c'è e questo perché innanzitutto RISPETTO i miei amati Tarocchi che mi aiutano quotidianamente e poi perché RISPETTO chi si rivolge a me e siccome i soldi non crescono dal nulla e vengono "sudati" se non serve meglio non spenderli...o no?
Ma a quanto pare il RISPETTO ce l'ho solo io verso di voi e non voi verso di me...
Giorni fa ho fatto un piccolo esperimento: ho fatto una giornata di consulti gratuiti...con mia non sorpresa ho avuto centinaia di richieste anche da gente che non si faceva viva da anni e moltissime persone agiate che potrebbero tranquillamente "spendere" ma "se ne approfittano" del gratuito togliendo spazio a chi davvero non può permettersi di pagare. Questo a dimostrare che il gratuito va come il pane...e non si pensa mai che a volte è solo un bellissimo specchietto per le allodole dove "infinocchiare qualcuno" sicuramente si trova.
Quando lavoro con chi mi chiama porto sempre il massimo rispetto per la persona che ho davanti e per i soldi che le persone mi danno principalmente perché rispetto la fatica che si fa' nel guadagnarli.
Purtroppo lo stesso rispetto non lo ritrovo nei miei confronti da parte di chi mi chiama e "pretende" il giro gratuito tanto è solo un'occhiata.
Intanto per dare "un'occhiata" a te tolgo tempo ad un altro che invece buono buonino mi ha pagato e lavorato con me, poi comunque le carte vanno prese, vanno caricate, vanno chiamati gli spiriti guida, vanno stese ed interpretate...ed io NON DISTURBO e non lo farò MAI gli Spiriti guida per tre carte solo per vedere se ***...scordatevelo! Gli Spiriti Guida ad un certo punto si scazzano e nemmeno ti sentono più...e l'hanno pure ragione!
I consulti se vi dico che vanno pagati o li pagate o non vi curate di me e passate oltre senza però dire che sono "venale" "attaccata ai soldi" "lucro sulle disgrazie altrui" perché questo proprio NON VE LO PERMETTO👿...Rimembrate sempre che vi state rivolgendo comunque ad una professionista del settore e non la zingarella del mercato. CHIARO? E con me nessuno sarà costretto ad ipotecarsi casa o chiedere prestiti perché non lo permetto in quanto nel momento in cui mi rendo conto che c'è un accanimento su una situazione che tanto non cambia sono io la prima a chiudere il lavoro.
Dietro ogni mio lavoro c'è uno studio approfondito di tutto il lavoro erboristico, divinatorio e strumentale...non sono la streghetta di campagna alle prime armi...e la magia popolare non è una magia da sottovalutare.
Altra mancanza di rispetto nei miei confronti è quella di venirmi a dire che ci si sta rivolgendo anche ad altre persone che ti dicono che con me non si sbloccherà nulla...ma lo fate funzionare il cervello o avete l'interruttore perennemente spento? Ma cosa ti può dire un altro del settore se non "lui non va bene io ti risolvo il problema"? Ogni oste ti dirà che il proprio vino è buono. Pronto? Ci siete? Non c'è le dovrei dire io queste cose.
Io non ho MAI promesso miracoli e non sono come quelli che ti prometto un ritorno in una settimana, ti fanno spendere il triplo, non ti mostrano il lavoro fatto e poi ti bloccano. Io ti premetto già che:
*un lavoro magico hai suoi TEMPI che possono essere anche ANNI
*se un sentimento non esiste NON LO SI PUÒ CREARE nonostante i tremila legamenti
*io faccio ma se tu non fai nulla nulla ti succederà
*un lavoro magico NON È ETERNO ma va ripetuto
*nessun lavoro magico può essere utile se NON VI FIDATE di chi vi sta davanti.
Detto questo se io faccio un legamento ma non ci si aiuta e si è "pesanti" ,per essere educata, con il proprio uomo non è colpa mia se 'sto poraccio scappa da voi; se mi cercate un incantesimo per il lavoro ma invece di cercarlo state col culo al caldo sulla poltrona a giocare a Candy Crash difficilmente il mio lavoro si realizzerà!
Rispetto è anche FIDUCIA delle capacità di chi ne sa più di te.
E ultimamente questo rispetto nei miei confronti manca...sono una professionista del settore e se vi rivolgete a me significa che voi non lo sapete fare per cui abbiate l'umiltà di non giudicare se vi chiedo un compenso.
I LAVORI, qualunque essi siano, SI PAGANO❗❗❗
Non vi sta bene? Ciaoooone!
Questo lo dico per me e per qualunque persona vi chieda un compenso per un lavoro fatto.
)0(

giovedì 14 novembre 2019

Salsa nera

La cucina della strega

Per la rubrica La_strega_del_focolare_in_cucina vi propongo una ricettina semplice semplice che si usava nel medioevo per accompagnare la carne alla griglia.
Ma...ovviamente...io vi aiuterò a rendere questa salsa un po' speciale soprattutto se siete costretti a dover cenare con persone a voi poco gradite.
Quante volte ci è capitato di dover conviviare per forza con persone a noi poco gradite? E quante volte ci siamo sentiti "appesantiti" da quel pasto e da quella perdona che proprio non riusciamo a digerire?
A me, vi assicuro, è successo più di una volta e ho sempre pensato al modo di fuggire da quel pasto indigesto; a volte si può fuggire altre volte purtroppo no. Allora che fare? Creare una salsa che ci protegga e ci schermi da quegli occhi che sentiamo troppo addosso per mille motivi.
Questa salsa potrà essere usata sia solo da noi per proteggerci che anche dagli altri per schermare qualsiasi malelingua varia ed eventuale.
Di base ha due ingredienti molto importanti per l'occorrenza: *l'aceto e *il pepe nero.
L'aceto va a distruggere gli influssi negativi che ci vengono spediti e il pepe nero esorcizza l'ambiente e quindi rimanda indietro il tutto; insieme faranno in modo di non fare più incontrare a tavola noi e quella persona indigesta.
Essa può essere preparata con qualche giorno di anticipo e può essere messa in un barattolo di vetro grande se verrà usata da tutti e in uno piccolo se dovremo portarla in borsa con noi e usarla solo noi.
Allora...pronti per andare davanti ai fornelli? Andiamo!
INGREDIENTI: una fetta di pane casareccio anche vecchia di qualche giorno perché in casa di una strega non si butta via mai nulla, 2 cucchiaini di aceto-meglio se di mele- diluito in acqua, 1/4 di cucchiaio di pepe nero macinato, 1/4 di zenzero macinato (lo zenzero dà quel tono fresco e piccante alla salsa ma se non vi piace potete sostituirlo con un pizzichino di aglio in polvere...poco mi raccomando...va beh che è scaccia diavolo ma rischieremmo di non poterci avvicinare a nessuno noi...altro che 🙊), un bastoncino di incenso del profumo che più ci piace.
PROCEDIMENTO: come prima cosa accendiamo l'incenso e raccogliamo tutti insieme i nostri ingredienti e benediciamo lo imponendo le mani. Io mi rivolgerò alla Dea del grano e dell'agricoltura: Demetra.
O Demetra, benedici questi alimenti 
che sulla mia tavola son presenti.
Porgi su di me la tua attenzione
e crea negli occhi malevoli distrazione
così che io e chi ne mangia sia invisibile
e il suo attacco sia fragile.
Con questa salsa nera tutto il male vado a pulire e allontanare
e con (nome della persona sgradita) mai più andrò a pasteggiare.
Come in alto così in basso
Come dentro così fuori
Ciò che voglio
Così sia!!!
✝️Fate un segno di croce a bracci uguali sul tutto.
Tagliare il pane a cubetti piccoli e metterlo in una padella calda arrostendolo il più possibile fino a farlo diventare molto scuro.
Metterlo a bagno nell'aceto fin quando non si disfa del tutto.
Schiacciate con la forchetta e aggiungere le spezie. Rimettere sul fuoco e portare ad ebollizione a fiamma molto bassa.
Cuocere rimestando con un cucchiaio di legno finché non si addensi. Salate con sale benedetto (quello che usate per i rituali). Se volete una salsa più omogenea passatela al setaccio.
Far raffreddare e mettere in un vasetto.

Ringraziare e congedate la Dea.

Questa salsa è ottima per accompagnare carni in particolar modo cotte alla brace ma anche con un bollito è buona. Non so come sia con il pesce ma credo sia troppo forte per un sapore così delicato come è il pesce...ma voi...provate e poi mi dite😉.

Se volete regalarla invece vi consiglio di accendere una piccola tealight benedetta sopra il tappo ripetendo l'orazione.
Che dire...che siate benedetti e...Buon Appetito! 🤗


martedì 12 novembre 2019

Trovare un lavoro

Credo che al giorno di oggi avere un lavoro sia fondamentale per iniziare ad avere una stabilità. Senza un lavoro non si può vivere e non si possono fare progetti. Senza lavoro non si può comprare nulla... né una casa né tantomeno il cibo.
A volte nonostante ci impegniamo non riusciamo proprio a trovarne uno che sia stabile e che faccia al caso nostro. È come se la nostra strada fosse sempre bloccata da qualcosa. Allora cosa fare?
Intanto continuare a cercare e poi aiutandoci con un incantesimo.
L'incantesimo che segue è per "chiamate verso di noi" il lavoro dei nostri sogni.
Periodo: va eseguito un mercoledì di luna crescente.
OCCORRENTE: una candela blu che rappresenti il lavoro, una candela bianca che rappresenti voi, una candela nera che rappresenti i blocchi, un foglio di carta tagliato a triangolo isoscele su cui andrà disegnato o scritto il desiderio, un foglietto di carta che si possa bruciare, colori, inchiostro blu, olio da unzione alla menta, noce moscata, camomilla, zenzero, alcool o aceto.
PROCEDIMENTO: innanzitutto prepariamo le candele pulendole da influssi energetici negativi usando un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o di aceto. Fatto ciò stringiamo le nostre candele tra le mani caricandole di tutta l'energia possibile.
Incidiamo le nostre candele come segue:
Bianca ➡️scrivere i nostri dati e NUOVO LAVORO
Blu➡️il nome del lavoro che vogliamo e il simbolo della divinità che invochiamo.
Nera➡️sblocco, apertura e un lucchetto aperto.
Su un foglietto scrivere il desiderio con inchiostro blu, ripeterlo ad alta voce per 3 volte e poi bruciarlo.
In un mortaio mischiare tutte le erbe con la cenere del foglietto con tre gocce di olio alla menta caricando la polvere magica con energia positiva per nuovi sbocchi.
Ungere le candele e passarle nel mix.
Sul foglio tagliato a triangolo isoscele disegnate il nuovo lavoro che volete o fate un collage che rappresenti quel lavoro. Ungere il triangolo con olio alla menta ai vertici partendo dalla punta e in senso orario alla base.
Posizionate il triangolo sul piatto da altare, alla punta va la candela blu, in basso a sinistra la candela nera e a destra la candela bianca.
Accendere le candele partendo dalla nera olio bianca e infine blu e dire:
Oh Ecate ed Hermes che dei cancelli siete padroni e avete le chiavi di essi
aprite a me tutti gli accessi.
Ogni blocco che mi chiude il varco andate ad eliminare
e tutte le catene spezzare
Così che io più non abbia
impedimenti che mi tengono in gabbia.
Oh Ermes, con Ecate mia signora, 
vi invoco perché un nuovo lavoro la mia vita migliora.
[Indicare il tipo di lavoro]
I cancelli delle nuove opportunità da ora si spalancano
e i miei guadagni finalmente crescono.
Come in alto 
Così in basso
Questa è la mia volontà
e ciò che vi chiedo presto sarà. 
Lasciate consumare le candele e recitate l'orazione per 9 giorni consecutivi.
Al nono giorno disfarsi dei resti e tenere il triangolo dove sia visibile ogni giorno.
A lavoro ottenuto bruciare il triangolo e con le ceneri del foglio ricoprire una candela bianca in ringraziamento alle divinità che ci hanno aiutato oppure fare un quadretto con quel triangolo e accendere di tanto in tanto una candela bianca in ringraziamento.



martedì 5 novembre 2019

Storia della cucina medievale


Cucina e Magia

 Fin dalle elementari quando si parlava di Medioevo mi si rizzavano le antenne e la mia attenzione aumentava del 1000%. Mentre studiavamo questo periodo storico che dura per oltre mille anni, mi immaginavo e mi immergevo in quella vita sia nobiliare che popolana.
Il Medioevo è un periodo storico che ha portato mille invenzioni ma che ha quei "sapori" che oggigiorno si sono un po' persi e spesso ne vado alla ricerca con i miei piccoli esperimenti culinari.
In casa mia non mancano né libri di cucina (mio padre è un cuoco, mia suocera adorava cucinare quindi leggeva tanto) né libri di magia e a volte cerco di unirli con piatti particolari fatti di quel piccolo ingrediente che fa la differenza.
Ma a me piace fare le cose per bene per cui mi sono documentata su come si viveva e si mangiava al tempo del Medioevo anche perché la mia dispensa sembra davvero essersi fermata a quel tempo...con molto orgoglio direi!😜
Fino all’incirca all’anno mille l’alimentazione medievale è rimasta la stessa dell’epoca romana, per questo molte ricette medievali possono essere prese dal De Re Coquinaria di Apicio. In seguito tramite gli Arabi sono arrivate a noi degli alimenti nuovi quali potevano essere lo zucchero di canna, le mandorle, il riso, i gelsi, le melanzane.
I ricettari medievali risalgono tutti al periodo rinascimentale e hanno numerose differenze rispetto a quelli che usiamo oggi. Nella cucina medievale i ricettari usavano elencare solo gli alimenti da utilizzare senza le quantità e le temperature, mentre i tempi di cottura erano scanditi da preghiere...e qui entra in gioco la strega che è in me e dentro una ricetta ci butto un incantesimo usando o una spezia o un'erba particolare accendendo una candela.
Durante il Medioevo era importante sapere cosa mangiare per la buona salute e la dieta giornaliera cambiava se si era cavalieri o stallieri.
Ippocrate diceva:
Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo
Con il fiorire delle prime arti mediche, anche la tavola dei nostri antenati cambiò.
La cucina medievale veniva costruita dividendo il corpo in 4 umori, corrispondenti a 4 liquidi che sono contenuti nel nostro corpo.
(4...non vi fa venire in mente nulla? Vi dice niente i 4 Elementi della Magia?!)
In base allo stato di salute veniva costruito un piano alimentare adeguato.
Gli umori erano 4, come gli elementi:
il fuoco → la bile, gialla del fegato, calda e secca;

l’aria → come il sangue del cuore, calda e umida;

l’acqua → come la flemma del cervello, fredda e umida;

la terra → come la bile nera della milza fredda e secca.
A questi quattro umori corrispondevano quattro stati d’animo:
*collerico,
*sanguigno,
* flemmatico
*melanconico.
Un loro sbilanciamento faceva sentire male il corpo. E questo è un po' anche il pensiero del Reiki. La scuola medica, ad esempio, consigliava di bere birra  se si voleva agevolare la diuresi ed il vino bianco rispetto al rosso, che invece io adoro, era considerato troppo forte.
Il cibo doveva essere molto sminuzzato per essere digerito in maniera più veloce e doveva essere ingerito in ordine di peso, altrimenti andava in putrefazione nel corpo. Era necessario avere sia un aperitivo che un digestivo, entrambi a base di erba e frutta usate a seconda del loro utilizzo medico....e magico, aggiungo io.
I cibi dovevano essere sempre umidi perché umida è la natura del corpo umano.
C’erano cibi umidi o secchi e freddi o caldi e rispettivi metodi di cottura. Per esempio il maiale era caldo e umido e si poteva arrostire, mentre il vitello era caldo e secco e andava bollito.
Contrariamente a quanto si possa pensare il galateo a tavola, sia elle famiglie abbienti che non, era molto importante.
Si mangiava seduti a tavola, non più coricati come in epoca romana, le posate si usavano solo per tagliare il cibo che quindi veniva servito in portate già porzionate davanti agli invitati, che si servivano da soli riempiendo dei piatti commestibili fatti di pane. Si mangiava con le mani e si usavano dei bicchieri in comune,⏩ da qui nasce l’abitudine di pulirsi la bocca prima di bere.⏪...magari non sgridiamo troppo i nostri figli se continuano a voler mangiare con le mani...stanno semplicemente portando avanti vecchie tradizioni 😂.
Tra una portata e l’altra ci si sciacquava le mani. Quindi a tavola c’erano delle scodelle d’acqua e delle tovaglie di lino. Le posate venivano usate solamente nell’impero d’Oriente.
Visto che quando si mangiava ci si sporcava molto, le donne mangiavano separate dagli uomini per mantenere una certa immagine di purezza.
I bicchieri erano di terracotta o di vetro, di pregio maggiore, per usi goliardici si usava il corno potario, retaggio delle antiche usanze barbariche.
Fin dall'epoca romana esisteva già il cibo cotto da altri venduto in strada ed era venduto per persone che non avevano tempo di cucinare perché lavoravano.
Ricordiamo che in epoca medievale una zuppa poteva essere pronta non prima di tre/quattro ore di cottura; per il maiale ce ne volevano minimo 6...il fuoco ha i suoi tempi e in cucina come in magia non bisogna mai aver fretta ma essere pazienti ma alcuni di questo lungo tempo non me disponevano.
Per conservare gli alimenti o si scava una cantina fredda dove poter mettere del ghiaccio oppure si salavano o affumicavano gli alimenti o si preparavano marmellate. I monasteri avevano molti ambienti destinati alla lavorazione degli alimenti, sia per il proprio sostentamento, sia per poterlo vendere esternamente.
Si mangiava nelle sale da pranzo e le cucine di solito erano o in un angolo della sala da pranzo o al piano interrato.
Non esistevano i ristoranti  per cui ognuno mangiava in casa propria. Solo dopo la rivoluzione francese iniziarono a nascere i primi luoghi di aggregazione culinaria in quanto i cuochi dei nobili rimasero senza lavoro e iniziarono a lavorare in proprio.
In età romana il grano era l’alimento principale della popolazione...ironia del destino io oggi ne sono allergica!
L'’impero si preoccupava di seminarne in grande quantità in Sicilia e in Egitto e lo importava a Roma e nel resto del territorio. I cereali si consumavano non solo panificati ma soprattutto in forma di zuppe e polente. Col frazionamento geografico ciò venne meno e si creò un’economia di sussistenza: pane e zuppe continuarono ad essere la base dell’alimentazione ma si consumavano i cereali disponibili localmente, quali la segale, il miglio e l’avena, grano e farro diventarono alimenti più nobili.
La pasta era nota già dall’epoca romana, ma fino al Rinascimento si consumò avvolta dentro pizze rustiche (mia zia faceva una pizza ripiena di pasta che era la fine del mondo). Volendo ironizzare sull’alimentazione dell’epoca si può dire che i vegani non sono nati oggi ma già esistevano all’epoca. Erano i ceti sociali più poveri a non potersi permettere carne, formaggi e derivati. Verdura e legumi erano così alla base dell’alimentazione medievale.
Tutti i cibi provenienti dal continente americano, come patate-fagioli-pomodori, non esistevano per cui si cucinava molto spesso "in bianco" o con spezie orientali che coloravano le zuppe e gli alimenti dell'epoca.
Il pesce era per i poveri mentre la carne per i ricchi eccetto nei periodi di digiuno religioso. Raro il vitello, il pollo di uso comune ma non si usava spesso e del maiale si usava soprattutto il grasso perché l'olio di oliva non sempre era disponibile ed era molto costoso. Di carne ne facevano largo uso soprattutto i ricchi tanto che spesso soffrivano di gotta chiamata all'epoca "la malattia dei Re".
Il latte non veniva bevuto sia perché considerato solo alimento per i bambini ma soprattutto perché ci si nutrivano i Barbari, sia perché non si conservava bene. Molto utilizzati invece erano i formaggi:  furono i monasteri dell’epoca a creare il parmigiano, il brie e la mozzarella usando le bufale che i longobardi trafugarono agli arabi dopo averli sconfitti sul Garigliano.
Molte delle ricette medievali si sono perse ma nei monasteri ancora si usa qualche accorgimento di cottura dell'epoca.
I latticini essendo di derivazione animale non si usavano in tempi di Quaresima e spesso si usava il latte di mandorla alla base di molte creme infatti. Si faceva naturalmente un grande uso di erbe aromatiche e spezie, di derivazione orientale e costose, sia per conservare il cibo sia per dare ostentazione di ricchezza.
Una pianta molto usata in epoca medievale è il rafano, una radice della stessa famiglia del wasabi usato per il sushi.
La cucina medievale non prevedeva l’uso del dolcepoiché c’era una fusione continua tra il dolce ed il salato. Questo è rimasto ancora oggi in alcune ricette regionali. In Campania si prepara ad esempio la pizza di scarola che può prevedere l’uso dell’uva passa o le sarde in saor del Veneto che usa uva passa e pinoli con cipolla caramellata.
I barbari portarono il sidro, il vino fatto con le mele, e ci fu un riutilizzo della birra. L’uso del vino tipico delle popolazioni mediterranee fu preso nell’eucarestia. Un contadino medievale con un terreno collinare poteva coltivare vigneti e quindi bere vino. Chi invece aveva appezzamenti di terreno in pianura coltivava cereali, con cui produceva invece birra.
Di questi capolavori culinari, perché tali li reputo, ne sono pieni i dipinti e in quasi in ogni regione italiana c'è almeno una rievocazione storica in cui ci si può immergere in un tempo che fu e quando posso cerco di non farmela mancare.
Ovviamente da strega quale sono cerco sempre di mettere un po' di magia nei miei piatti e l'ingrediente che non manca mai né nel dolce che nel salato è quello che rende ogni piatto buonissimo: l'Amore.
Ricordatevi che i piatti ne risentono molto dei vostri stati d'animo e se sarete in una giornata no di sicuro anche il vostro cavallo di battaglia verrà una schifezza per cui quando vi avvicinate ai fornelli siate innanzitutto grati per quello che gli dèi vi hanno concesso di poter mangiare e non rovinatelo con la rabbia o il disprezzo.
Se proprio non ci riuscite...un bel panino aggiusta le cose!




mercoledì 23 ottobre 2019

A proposito di morti...

La festa di Halloween/Samhain
Come ogni anno ci ritroviamo a discutere su questa festa e, puntualmente, ci si ritrova Cristiani VS Pagani a puntarsi il dito l'uno contro l'altro.
Purtroppo nel corso degli anni questa festa ha assunto connotati sempre più consumistici e ciò che si percepisce è solo il fare festa mascherati come una sorta di Carnevale mignon che dura una notte.
I locali sono pieni di gente mascherata, i boschi si riempiono, gli animali si spaventano per il baccano ed ecco che si perde di vista il vero significato di una festa che io personalmente trovo meravigliosa: la festa dei defunti.
I morti sin dagli albori sono sempre stati onorati e ricordati con balli, feste, canti, preghiere e offerte.
Essi sono il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro e non hanno nulla a che fare con il consumismo che l'essere umano trasforma per ogni cosa.
Con questa festa, ed una simile la troviamo in Messico con la venerazione della Santa Muerte, si vuole esorcizzare la morte e il suo lato oscuro che tutti temono ma ha davvero origini antichissime e ogni cultura aveva il suo periodo.
Noi pagani usiamo venerare il giorno dei morti il 31 ottobre e in questo giorno cade anche la fine dell'anno solare ma questo perché, a lungo andare nel tempo, si è cercato di uniformare la maggior parte delle culture simili e accorpare in un unico giorno la santa venerazione.
Ad esempio, nel mio Pantheon (Greco), vi erano tre momenti annuali per onorare Ade e Persefone e il loro mondo che veniva aperto per pochissimo tempo e poi immediatamente richiuso. In questo *rito* (diverso dalla FESTA), si cementava il buon rapporto tra la divinità e l'essere umano e molto spesso si facevano sacrifici animali che oggi non si fanno più. L'animale veniva offerto alla divinità e una parte veniva bruciata in onore del Dio o della Dea (la parte non commestibile come peli ossa eccetera) e una parte veniva cotta e mangiata in onore del dio per suggellare l'atto di pace. Con il sangue dell'animale venivano creati sigilli sia sulla fronte delle persone che sul terreno per assicurarsi che se qualora il dio fosse stato adirato non lo sarebbe stato troppo con chi portava il sigillo mentre con le interiora si facevano divinazioni...la Necromanzia. Vi ricordo che stiamo parlando di comunità vissute subito dopo la preistoria dove mangiare l'animale era una necessità infatti molto poco veniva bruciato visto che le pelli servivano per scaldarsi ma anche quel poco bruciato e gettato a terra (libagione) bastava a fare star tranquillo il popolo.
Gli indiani d'America ad esempio cacciavano grossi animali e ne indossavano le pelli perché credevano che indossandole potessero avere la forza, l'astuzia, la vista di quell'animale.
Oggigiorno non è più assolutamente così visto che non c'è più la necessità né di sfamarsi con animali sacrificati né di scaldarsi con pelli. Ma si è comunque perso di vista il vero significato di certi gesti che dall'antichità ci portiamo dietro facendoli in automatico senza chiederci mai il perché lo facciamo.
In questi riti era molto importante la preghiera e le offerte. Una forma di preghiera più elementare era quella costruita da semplici forme verbali come un grido o un lamento o un urlo per poi passare ad una preghiera più strutturata verbalmente con orazioni, danze e canti dove veniva fatta poi la richiesta al Dio in questione...se notiamo ritroviamo questi atteggiamenti nelle culture africane e australiane.
Tornando al mio Pantheon il 28 Ottobre veniva festeggiata la dea Iside, divinità dell'oltretomba egizia; il 1 Novembre veniva fatto un banchetto sacro a Zeus, padre di tutti gli dèi e il 2 Novembre veniva celebrato il terzo momento dell'anno in cui le porte degli inferi venivano aperte e poi richiuse con il Lapis Manalis, una pietra sacra che veniva posta a chiudere un varco simbolico tra i vivi e morti. Infatti le anime dei morti venivano chiamate Mani da qui Lapis Manalis, la pietra delle anime.
Il Capodanno greco invece cadeva con l'equinozio d'estate...e qui sorge spontanea la domanda: perché anche tu lo festeggi il 31 ottobre e non il 21 giugno? Perché io vivo nell'era moderna e non preistorica e nemmeno medioevale dove la maggior parte delle Streghe e dei Maghi festeggiano il loro capodanno nella notte in cui tutto finisce e ricomincia.
Come si può ben notare la festa dei morti (Halloween) non ha affatto origini in America bensì in Europa e grandi divulgatori di questa festa furono gli irlandesi, anticamente dominati dai Celti, tanto che la parola Halloween è la forma contratta di Hallows' Eve, vigilia dei Santi che noi in Italia per influenza del Cristianesimo (anch'esso si è dovuto adattare alle influenze dei più) festeggiamo il 1 Novembre a ridosso del 31 Ottobre.
I Celti, ricordiamolo, erano un popolo di pastori e come tali avevano tempi scanditi da quelli che il bestiame imponeva, diverso dai tempi dei contadini che invece facevano riferimento al cielo con i cicli lunari.
Il 1 Novembre per i Celti terminava ufficialmente la stagione calda e iniziava quella fredda, stagione in cui si riportava il bestiame a valle, si preparavano le scorte per l'inverno e ci si riposava -per modo di dire perché con gli animali e con i campi non si ha mai vero riposo- davanti al caminetto.
Come sappiamo bene per i Celti questa festa era quella che chiudeva il ciclo composto da altre grandi feste dette Sabbat dove ognuna ha il suo significato specifico e si onora un dio o una dea specifici: Yule (21 dicembre), Imbolc (1-2 febbraio), Ostara (21 marzo), Beltane (30 aprile o 1 maggio), Litha (21 giugno -il capodanno greco-), Lughnasadh (1 agosto), Mabon (21 settembre).
Durante questo periodo i Celti per esorcizzare il buio e la paura dei morti, che pensavano tornassero sulla Terra per spaventare i vivi, si vestivano con maschere grottesche e usavano lanterne fatte di cipolle scavate al cui interno era posta una candela così da spaventare gli spiriti maligni durante il tragitto dai monti a valle.
Arrivati a valle festeggiavano con la comunità intorno al fuoco sacro con sacrifici animali (che ricordo mangiavano), danze e canti.
Attraverso le conquiste romane, Cristiani e Celti si fusero e anche se la Chiesa tentò di sradicare i culti pagani non vi riuscì del tutto tanto che anch'essa si adattò e dal 13 Maggio (festa della consacrazione del Pantheon alla Vergine Maria) la passò al 2 Novembre.
Durante questo periodo si festeggiava per ben tre giorni accendendo fiaccole e torce da mettere fuori dalle porte di casa lasciando cibo e bevande per i defunti che venivano a trovare i loro parenti in vita.
Questa usanza me la porto dietro anche io fin da piccola. Mia nonna tra il 1 novembre e il 3 ci faceva accendere dei lumini e ce li faceva tenere sulle scale con accanto o un bicchiere di vino o un pezzo di pane secco che poi sarebbe andato ovviamente alle galline perché ci diceva che durante questa notte i morti facevano una processione passando per tutte le vie del paese e ogni defunto, arrivato davanti casa propria o dei familiari, si fermata a salutarli e banchettare per poi riprendere la processione e i lumini servivano appunto per illuminare la loro strada...ho sempre amato questa festa più di ogni altra..
Ma tornando a noi...
Verso la metà del XIX secolo, l'Irlanda fu investita da una terribile carestia e molti abbandonano l'isola per dirigersi verso gli Stati Uniti e cercare fortuna là dove crearono una forte comunità mantenendo vive le proprie tradizioni.
Ben presto questa usanza si diffuse in tutti gli Stati Uniti e grazie al cinema, alla televisione e ai libri oltre che per gli immigrati, questa festa arrivò anche in Italia contagiando anche quella parte che di questa festa non ne sapeva nulla... perché tale è diventata perdendo invece il ruolo importantissimo di RITO ONORIFICO PER I DEFUNTI.
Il mio augurio è quello che si ritorni a ritualizzare questo giorno perché i nostri avi sono importantissimi e se oggi siamo quel che siamo e abbiamo ciò che abbiamo lo dobbiamo a loro...il nostro passato è il nostro futuro.
ONORE AI MORTI🎃
ONORE AI MORTI🎃
ONORE AI MORTI🎃
E PACE A LORO!⚰️
🌖🌕🌔










Il biscotto dell'amore

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